Buon viaggio.
Portati quei ricci insolenti e quelle lacrime trattenute a stento. Portati i tuoi passi incerti e i colori intensi che hai dentro.
Portati gli affitti alti e le urla dei bambini, i disegni ruffiani e le fasce da Miss. Portati le confidenze e i silenzi.
Portati occhi grandi e risate forti, abiti da sposa e aperitivi.
Via con te. Via da qui.
Metti in tasca le parole e trattieni addosso gli abbracci.
Per una volta senza ironia. Senza sorridere. Senza pacca sulla spalla. Senza lo scherzo di quello che scherza sempre.
Portati via tutto di te, ben sapendo che nulla di te riuscirai a portar via di qui.
Ti sei mischiata all’aria di questa città e non posso che respirarti e credere che mancherai ai miei giorni.
Ci sarà tempo per ridere di queste frasi e mostrare il fianco. Ci sarà modo di ringraziarti e dire che certi nodi non si sciolgono mai.
Ora portati via la nostalgia che verrà e poi ridi, ridi forte e che io ti possa sentire da qui.
Cambia solo la prospettiva dello sguardo….
Per tutto ciò che vedrai, per tutto ciò che ti farà voltare o restare incantata, per tutto ciò che ti farà aggrottare la fronte o distoglierà la tua attenzione, per ogni paesaggio e scoperta, per ogni volta che stringerai gli occhi al vento o ad un sapore forte, per tutti i battiti di ciglia e le lacrime del tuo buon umore…fai buon viaggio.
(Nello stereo: Coldplay – “In my place”)
non riesco a leggerti. ogni volta mi viene un nodo allo stomaco, ed è come se mi si bloccasse il respiro. ogni volta che ti leggo, mi chiedo che diritto hai tu -con le tue parole- di entrarmi nello stomaco, passi dall’ ombelico e arrivi nonsodove. non so cosa ti è successo, ma sappi che per qualsiasi cosa, anche per una parola ban-ale ci sono.
DolceOfelia: non sei mai banale, lo sai. Comunque non mi è successo nulla…solo un saluto…