Cena rosso tramonto

Se solo avessi visto il legno impregnato di quellla poca birra scivolata dal bicchiere, non avresti fatto caso al conto impreciso e al cameriere che riempiva la tavola di regali da bere in un unico colpo. Che importa poi se l’auto bloccava un’intera via, collezionando bestemmie di autisti e trasportati? Che importa se dentro al menù c’era il vinello dimenticabile che, ovviamente, è stata la prima scelta di noi inesperti avvinazzati?
Sai cosa importa? Che su quel legno ci fossero le nostre espressioni e che sulla via di casa  non ci fosse nulla da dimenticare.
La strada è veloce come un morso. So di pioggia. So di sangue. So di asfalto e saluti. Ma le mani intrecciate?! Dove sono finite quelle dita pronte ad accogliere i miei gesti ridicoli da venerdì notte? Dove sono quelle risate sul portone di casa? Non vedo pazienza né decenza in quest’assenza così netta. Non sopporto che il mio letto mi aspetti, che la gatta scivoli tra le gambe, che la lampada illumini i miei pensieri.
Grazie a quella pancia sorridente stanotte chiuderò gli occhi con la bellezza a contorno….amica mia che gocci infinita sulla mia pochezza e sulla mia lentezza, amica che consigli con lo sguardo ormai materno, amica che non resisti a serate tirate a lungo, ti ringrazio. Mi consoli con un gesto e mi comprendi pur senza guardarmi, calato in questa mia vita resa difficile dal mio stesso tempo.
Mi sono riempito la tasca di monete di resto…mi sono riempito gli sguardi di labbra giovani e occhi truccati….mi sono riempito la pancia di brindisi e so già che sognerò cose difficili da interpretare….servisse almeno a trovare la tua collana o l’anello, mi presterei volentieri al sogno altrui…
Mio padre dorme. Mi pare di sentirlo. La gatte dorme. Roma dorme. Dormono le mie penne e le matite di Ikea. Dorme la mia cicatrice e il mio armadio pieno di camicie grigie.
Dorme la libido e l’invidia, l’orologio e il cellulare che non risponde mai ai messaggi. Dormono anche le pecore che dovrebbero saltare per farmi addormentare. Una pecora….due pecore….tre pecore….tutte a dormire, ammassate….come ammassati sono i pensieri che mi vestono. Un pensiero, due pensieri, tre pensieri che invece non dormono mai. Consoliamoci con il dolce che sa di tramonto e con l’ennesimo simbolo fallico.
Lo sconto  è sempre gradito e ce lo berremo senza rancore.

(Nello stereo: Tom Waits – “Reeperbahn”)

5 thoughts on “Cena rosso tramonto

  1. velvetlust scrive:

    Le pecore ci son cadute in testa.
    E forse hanno fatto lo stesso effetto…tramortire.
    A volte vorrei essere la bella addormentata nel bosco.
    E far finta di non capire,di non vedere,di non sentire..

    S.

  2. dolceofelia scrive:

    quanto mi fa bene leggerti. mi ha sempre fatto bene.

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